Roma Milano andata e ritorno

Grazie all’Alta Velocità, Roma e Milano, da 10 anni vivono un allargamento della territorialità urbana che coinvolge gruppi sempre più ampi di persone, abituate a spostarsi e a vivere ‘tra’: per lavoro, per amore, per semplice curiosità. Ma le due città, nonostante i continui contatti, quanto si conoscono, al netto dei fondamentali?

Come cambiano gli spazi urbani della Città Eterna e di quella meneghina, e quanto influenzano i comportamenti dei propri abitanti?  Quale è il ruolo dell’architettura (e della mobilità) nello sviluppo di nuovi spazi urbani, e quali conseguenze provoca nelle dinamiche sociali delle due città?

Ne parlano, martedì 9 luglio al MAXXI, manager, professionisti, operatori della cultura, artisti e innovatori, nel corso del terzo appuntamento del ciclo di incontri Roma-Milano andata e ritorno, un progetto – ideato e a cura di Roberta Petronio con la sponsorship di Trenitalia – che arricchisce la collaborazione tra Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Triennale di Milano.

Dopo aver analizzato il valore del Tempo nei due capoluoghi (con due incontri, il primo lo scorso 19 giugno al Maxxi e il secondo il 5 luglio in Triennale), il terzo appuntamento (ore 21, piazza del MAXXI, ingresso libero fino ad esaurimento posti) è dedicato agli Spazi Urbani: ‘Come cambiano, e come ci stanno cambiando’. Intervengono: Carlo De Vito, presidente FS Sistemi Urbani; il comico monologhista romano Saverio Raimondo, nuovo volto della Stand-Up Comedy italiana, su Netflix con lo spettacolo “Il Satiro Parlante” e su Comedy Central con “CCN”; Chicco Testa, presidente Telit Communications Spa; Clara Tosi Pamphili, storica della moda e del costume, e vicepresidente Palaexpo; il giornalista Michele Masneri. Modera l’editorialista del Corriere della Sera Paolo Conti.

Sullo stesso tema è in programma un altro appuntamento  (il quarto del ciclo) a Milano venerdì 12 luglio in Triennale (ore 19,15). Partecipano Antonio Calabrò, direttore Fondazione Pirelli, lo stilista Antonio Marras, lo storico dell’arte Filippo Cosmelli.

(Red/Giut)