Qatar. Storia di una crisi senza fine

Doha ha chiesto aiuto all’Italia

Il Qatar  ha chiesto aiuto anche all’Italia per fermare le violazioni dei diritti umani subìte dai suoi cittadini a causa dell’embargo imposto il 5 giugno scorso da Arabia Saudita, Egitto, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti che accusano il  piccolo emirato del Golfo di finanziare il terrorismo internazionale e di appoggiare Iran, Hezbollah ed i ribelli Houty nello Yemen.

E’ vero che i rapporti sono da sempre ottimi, come in più di una occasione ha sottolineato l’ambasciatore Abdulaziz Bin Ahmed Al Malki, ma negli ultimi mesi – proprio nel pieno della crisi in atto nella regione- l’Italia ha deciso di aprire un Consolato generale a Milano e un Ufficio per l’Addetto Militare a Roma; di perfezionare l’accordo per l’acquisto del 49% della compagnia aerea Meridiana.

Dall’Italia  atto di indirizzo parlamentare a sostegno del Qatar

Ma c’è di più.  Il 13 novembre un gruppo di deputati  ha presentato in Parlamento una mozione, tra gli atti di indirizzo,  che impegna il governo a “farsi carico in sede comunitaria di sostenere qualsiasi iniziativa in grado di allentare la tensione nel Golfo”; “ad adoperarsi per quanto di competenza , per far sì che vengano annullate le sanzioni economiche imposte al Qatar; “ad assumere iniziative diplomatiche volte ad evitare che alcuni Paesi arabi promuovano l’espulsione del Qatar dal Consiglio di Cooperazione del golfo”; “ a sostenere l’azione di mediazione diplomatica del sovrano del Kuwait Sheih Sabah Al Ahmad Al Jaber al Sabah al fine di riunire tutti gli attori interessati per una soluzione pacifica e coordinata del problema”.  E nonostante le Camere siano state sciolte in vista del voto, la diplomazia sta lavorando a questo obiettivo a pieno ritmo.

Nuovo vertice convocato dal Kuwait

Intanto grandi speranze che si possa arrivare a una soluzione della crisi restano  affidate anche all’esito di un nuovo vertice, dopo quello di dicembre, convocato per l’8 e il 9 gennaio dal  Kuwait, che è  il principale mediatore e il paese che sta cercando in ogni modo di non dissolvere il Consiglio di Cooperazione del Golfo.

L’ambasciatore in Italia

“Da parte nostra –ha confermato l’ambasciatore del Qatar in Italia al Malki-  c’è piena e totale disponibilità al dialogo,  ma ad un dialogo che sia rispettoso della nostra dignità e sovranità, pertanto  continueremo a respingere con determinazione i tentativi di chi vuole imporci condizioni” . Al Malki, che da  mesi è intensamente impegnato a evitare che l’immagine del suo paese in Italia possa essere minimamente scalfita dall’ “ingiusto blocco” imposto dagli ex stati fratelli, che hanno chiuso le loro frontiere con il Qatar, cancellati i voli aerei e i rapporti economici,  ha sottolineato che, se l’obiettivo era quello di indebolire  il Qatar, Emirati ed Arabia Saudita non lo hanno centrato.  “Noi –ha assicurato- non solo non affatto finanziamo il terrorismo, ma siamo il paese più impegnato della regione a contrastarlo davvero. E al blocco, che colpisce ventimila famiglie miste e tanti studenti universitari dei paesi vicini che frequentano le nostre scuole che sono le migliori della regioni, stiamo reagendo, spiegando al mondo come sono andate davvero le cose”.

Economia messa a dura prova

Una situazione che diventando davvero critica e di cui è venuto nelle scorse settimane a parlare in Italia anche il responsabile dei diritti umani dell’Emirato Ali bin Ali bin Samih Al-Marri, che ha incontrato alla Camera le autorità del nostro paese facendo appello a non sottovalutare la crisi umanitaria nell’Emirato, che solo nei primi due mesi di embargo ha speso il 23 % del Pil per sostenere l’economia interna.