MARCHIONNE, AFFETTO DA TUMORE POLMONARE

Sergio Marchionne è affetto da un tumore ai polmoni. Sulla grave malattia che ha colpito l’ex amministratore delegato di FCA, al punto tale da richiederne una repentina sostituzione da tutte le cariche, il riserbo è stato e permane massimo. Ma a fare luce, forse suo malgrado, su questa drammatica vicenda che tiene con il fiato sospeso i mercati internazionali è stato uno dei grandi vecchio di Torino, Franzo Grande Stevens. L”avvocato dell’avvocato”, come molti chiamano Grande Stevens essendo stato lui appunto l’avvocato dell’avvocato Agnelli, in un articolo apparso stamane sul Corriere della Sera ricostruisce in modo inequivocabile i termini della malattia di Marchionne. “Quando dalla Tv di Londra appresi il giovedì sera che egli era stato ricoverato a Zurigo – scrive Grande Stevens –  pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette. Tuttavia, quando seppi che era soltanto un “intervento alla spalla”, sperai. Invece – conclude Grande Stevens –  come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e che era vicino alla fine”.

Ed effettivamente Marchionne è noto per essere un fumatore incallito, uno di quelli che pur essendo consapevole sulla nocività del fumo non ha trovato la forza di smettere. Diagnosticare un tumore ai polmoni è sempre molto difficile, in quanto di solito i sintomi si manifestano quando si arriva ad uno stadio avanzato della malattia. E questo potrebbe essere stato il caso di Marchionne. Il 25% dei pazienti, circa, non presenta alcun sintomo, quindi il cancro non può essere identificato se non attraverso adeguate indagini radiografiche, le uniche a consentire di accertare la presenza e o meno di una massa tumorale. Con lo sviluppo e la crescita del carcinoma, compaiono poi i primi segni correlati al cancro come la tosse, la febbre, dolori al petto o più in generale difficoltà respiratorie. Al momento, vista la totale mancanza di comunicati ufficiali, è difficile capire a quale punto del terribile decorso si trovi Sergio Marchionne, manager visionario di straordinario talento che in queste ore sta ricevendo un tributo unanime e globale sul suo modo innovativo ed efficace d’intendere l’impresa dell’automobile e sulla sua bravura nell’aver assegnato a Fiat prima ed FCA oggi un futuro promettente. Le parole di tutte le persone a lui vicine, a cominciare da quelle del presidente di FCA, John Elkann, lasciano purtroppo pensare che il peggio sia alle porte della camera della clinica privata di Zurigo in cui il figlio di un carabiniere di Chieti giace in attesa del suo destino.

(RED/Giut)