L’EUROPA IN INTERAIL DI UN 18ENNE: AMSTERDAM

Di Giulio Talarico

Dopo 13 ore di viaggio (non proprio una passeggiata) e tre scali in paesini sperduti della Bassa-Sassonia, arrivo finalmente alla seconda tappa di questo mio viaggio, Amsterdam, unica città insieme a Parigi che già conosco sulle sette che affronterò durante questa mia epopea. E’ sempre piacevole arrivare nella capitale olandese, ma a differenza delle altre questa volta la vivo con un tempo diverso: c’è finalmente il sole e fa caldo. Per i primi quattro giorni dormo in un minuscolo ostello situato sopra il bellissimo Sarphatipark, un piccolo parco con un laghetto in mezzo, situato a tre chilometri dal trafficato (e un pò turistico) centro, mentre per i giorni restanti, dove mi separo dai miei otto compagni di viaggio abituali, ho trovato un piccolo ostello nel quartiere a luci rosse (un puro caso!).

La peculiarità di questo posto è che viene interamente gestito da giovani cristiani provenienti dal mondo intero, che si occupano della pulizia, della cucina, ma anche di seratine dove si ha l’occasione di fare una chiacchiera e di parlare del proprio viaggio con altri “interrailers” . Conoscendo già bene la città, essendo come dicevo la mia quarta visita, questa volta mi concentro più a vedere ciò che di diverso offre veramente questa città e non i soliti coffee shop tanto amati dai turisti. Mi sono recato varie volte allo stupendo Vondelpark, con i suoi numerosi laghetti, che in estate è un vero e proprio paradiso terrestre. In seguito, ho fatto un giretto nel mercato galleggiante dei fiori, ottimo posto per farsi una bella passeggiata. Senza tralasciare i suoi più noti musei, da quello di Anna Frank al Rijksmuseum.

Ho avuto anche modo di fare un giretto a NEMO, il museo delle scienze di Amsterdam, che incoraggio vivamente tutti gli appassionati d’innovazione a dargli un’occhiata . Per il resto, come dice il rapper romano Gemitaiz, “quello che vi consiglio” di fare in questa città è una lunga passeggiata per i canali del centro (il mio preferito rimane come sempre Herengracht, in olandese “il canale dei Signori”), per poi proseguire in direzione di piazza Dam.  Si, ok le “donne in vetrina”e i coffee shop rimangono un passaggio obbligatorio se non altro per levarsi la curiosità  (io confesso un occhio lo buttai già alla mia prima visita). Ma non è certo quella la bellezza di Amsterdam. A mio modo di vedere Amsterdam è una città inconsueta, anzi direi unica, per la sua incredibile edilizia, che mischia vecchio e nuovo, innovazione e tradizione mantenendo tutto sull’acqua. Case del ‘400 e palazzi ultramoderni si fondono perfettamente in un panorama che è veramente unico.  Ed è ancor più bella per la sua gente, che è disponibile, gentile e soprattutto aperta. Un saluto dalla capitale dell’Olanda! (Perdonate la foto personale in fondo, ma è un piccolo tributo ad alcune delle mie compagne di viaggio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Foto Giulio Talarico)