Kyenge risposta vincente a razzisti e sovranisti

di Luciano Terreri

Un lavoro di qualità fatto in cinque anni a Bruxelles sommato ad un rapporto intenso quanto curato con il suo territorio, sono due fattori che sin dall’inizio hanno indicato Cécile Kyenge come favorita del Pd nel collegio del nord-est per le elezioni europee del prossimo 26 maggio. Ma l’accelerata finale che la fa emergere come candidata vincente è la sua capacità di essere diventata la vera, unica risposta del centro sinistra all’aggressività dei razzisti e dei sovranisti incarnati dalla lega di Matteo Salvini. Più le destre xenofobe attaccano e insultano la prima ministra nera italiana più le risposte misurate, puntali e ferme della Kyenge rafforzano la sua candidatura. Quello che emerge dai territori, dai circoli e dalle associazioni del nord est è che Cécile Kyenge svetta decisamente in tutta quell’area della sinistra che va anche oltre il Partito Democratico. In altri termini Carlo Calenda, che è il capolista, sta andando forte soprattutto perché incarna le esigenze dei progressisti moderati e del ceto imprenditoriale, ma chi sta sfondando a sinistra, superando tutti gli altri candidati che il Pd ha tirato fuori dal partito, è proprio la Kyenge. Dietro quell’aria pacifica, bonaria, da buona madre di famiglia Cécile ha infatti tirato fuori una grinta da leone che la porta a ribattere offesa su offesa con ragioni ed argomentazioni che hanno presa sulla gente, sul sentire comune. E’ come se incarnasse antirazzismo. E’ come se la sua persona sia diventata nel percepito degli elettori moderati e di sinistra del nord-est l’unica risposta possibile all’intransigenza cieca e xenofoba di leghisti e neo fascisti. Insomma la vera risposta al modo di fare di Salvini è Cècile Kyenge. E questo supera i confini del collegio elettorale del nord-est e proietta la figura dell’europarlamentare modenese nello scenario nazionale dove pochi tra le fila del neo segretario Zingaretti hanno trovato il passo giusto per opporsi agli estremismi sovranisti che dilagano. Ma, come dicevamo all’inizio, quello della Kyenge, che – detto per inciso – continua a collezionare vittorie giudiziarie contro gli insultatori alla Borghezio o alla Calderoli, è un percorso vincente che parte da lontano. In tutte le sue iniziative sul territorio Kyenge infatti non dimentica mai di ricordare il “decalogo rivoluzionario” sull’accoglienza e la gestione dei fenomeni migratori che è stato adottato dal Parlamento europeo proprio grazie al suo lavoro. Parlando con le decine di comunità radicate e presenti nel suo collegio, ma anche con le imprese, con le associazioni, con gli enti locali la Kyenge ha ricordato che questo enorme lavoro fatto, questa conquista portata a casa oggi è in pericolo proprio per a causa degli obiettivi sovranisti. Un discorso umanitario e di sinistra che tocca le sensibilità di chi per il nord-est vuole sistemi in cui integrazione e sviluppo, crescita economica e solidarietà vadano di pari passo. E la risposta pare esserci. A giudicare dalle reazioni di un territorio dove il Pd negli ultimi tempi è sembrato in affanno il discorso di Kyenge è stato capito ed apprezzato. Forse a dispetto degli stessi vertici di partito.