Gbagbo assolto, la Costa d’Avorio in festa

Il trionfo della giustizia, la rivincita sul neocolonialismo francese. In molti interpretano così la vittoria di Laurent Gbagbo. L’ex presidente della Costa d’Avorio è stato assolto oggi dall’accusa di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale (ICC), che ha ordinato il rilascio dell’ex capo di Stato, infliggendo un’altra battuta d’arresto alla giustizia internazionale e soprattutto alla Francia che indirettamente era stata l’artefice della messa in stato d’accusa del politico ivoriano. “La Camera acconsente alle richieste di assoluzione presentate da Laurent Gbagbo e Charles Blé Goudé (ex leader del movimento dei Giovani Patrioti, fedele a Gbagbo) rispetto a tutte le accuse” contro di loro e “ordina l’immediata libertà dei due accusati”, ha detto il presidente del tribunale, Cuno Tarfusser.

La decisione non lascia dubbi, è stata infatti presa dalla giuria all’unanimità perché “l’accusa non ha assolto l’onere della prova secondo i criteri richiesti” dalla giustizia internazionale ma il rilascio dei due esponenti ivoriani è sospeso fino a mercoledì. Un periodo di tempo necessario per consentire all’accusa di leggere le motivazioni della sentenza e rispondere alla decisione della Corte.

Gbagbo, 73 anni, e Goudé, 47 anni, hanno accolto con grande gioia e tripudio la lettura della sentenza. Si sono abbracciati mentre i loro sostenitori hanno lungamente applaudito la decisione della corte dalla galleria. In Costa d’Avorio, la notizia dell’imminente uscita di Gbagbo è stata accolta da grida di gioia, danze e concerti a Gagnoa, la città natale dell’ex presidente, ma anche a Parigi, ad esempio al Trocadero, gruppi festanti di ivoriani hanno celebrato la liberazione di quello che tutti considerano un patriota.

Primo ex capo di stato consegnato alla corte, Gbagbo è stato processato per crimini commessi durante la crisi post-elettorale del 2010-2011, nata dal suo rifiuto di cedere il potere al suo rivale, l’attuale presidente ivoriano Alassane Ouattara. Le violenze nel Paese hanno ucciso più di 3.000 persone in cinque mesi. I due imputati sono stati accusati di quattro crimini contro l’umanità: omicidio, stupro, persecuzione e atti inumani, per i quali si sono sempre dichiarati non colpevoli.

«È una vittoria della giustizia. È una vittoria della Corte penale internazionale e dei giudici, che hanno dimostrato indipendenza. È la vittoria di un uomo, Laurent Gbagbo, ingiustamente accusato, e infine, è la vittoria della sua squadra di difesa, che ha combattuto dall’inizio in questa faccenda», ha reagito l’avvocato Emmanuel Altit, capo della difesa dell’ex leader ivoriano.