Fondazione Roma, comanda sempre Emmanuele Emanuele

Cambio di presidenza in Fondazione Roma. Un evento sul quale in molti hanno fantasticato ma che in realtà vede sempre al centro colui che ha reso grande e solida questa istituzione, vale a dire Emmanuele F. M. Emanuele, e soprattutto che ribadisce l’indipendenza di un ente che da decenni è al centro di appettiti ed attacchi politici e che, tuttavia, resiste e cresce proprio grazie alle capacità del suo storico presidente.

In questo turbinio di voci ed indiscrezioni di stampa che tantavano di capire cosa fosse avvenuto e chi fosse asceso al comando, a mettere la parola fine è stato un articolo di Franco Bechis sul Tempo nel quale appunta si raccontano i retroscena del passaggio di testimone ai vertici della Fondazione Roma avvenuto semplicemente per ragioni formali e in assoluta continuità di gestione.

Ad Emanuele è infatti subentrato Franco Parasassi, persona da sempre vicina al professore e storico direttore generale della Fondazione. Quindi niente misteri, niente scossoni. Tutto secondo le scadenze formali e con un solo interesse: garantire continuità ad una gestione di successo, nonostante i soliti tentativi d’ingerenza. Un passaggio delle cosegne che, come scrive Bechis ”sarebbe comunque avvenuto a breve, ma che è stato forzato dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) in un momento particolarmente delicato della vita della Fondazione Roma. Erano infatti in corso trattative delicatissime per il tentativo di salvataggio della Fondazione di Ferrara, che si trovava in stato di sostanziale dissesto e che aveva lanciato un sos proprio al professore Emanuele con una richiesta formale di intervento”.

Una prova definitiva che, al di là della questione Ferrara,  alla fine si sia trattato di una operazione di una pura alternanza formale risiede nel fatto che Emanuele è rimasto presidente onorario della Fondazione Roma e presidente della Fondazione Terzo Pilastro, da lui creata. Insomma, amici e nemici dell’ultimo mecenate possono dormire tranquilli il Prof. è dove è sempre stato e sta lì non per divina provvidenza ma perchè ha dimostrato in decadi di comando di aver saputo fare diventare una piccola fondazione locale un grande ente internazionale e di avere saputo respingere al mittente decine di attacchi politici.