CONFLITTO D’INTERESSE PER DEL FABBRO AL GSE?

Luca Dal Fabbro sembra essere il nome scelto dal Governo per la nomina a nuovo Presidente e Amministratore Delegato del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), l’azienda di Stato che gestisce circa 14 miliardi di euro di incentivi per la promozione dell’efficienza energetica e della generazione elettrica rinnovabile. In vista dell’assemblea dei soci GSE del prossimo 26 luglio, chiamata al rinnovo dei vertici, la stampa ha dato in questi giorni per certo il nome di Dal Fabbro confermando, come scritto su questo blog, la vocazione al rischio di conflitti di interessi della tornata di nomine che sta interessando l’energia: dal GSE all’Authority di regolazione del settore, che per altro, nonostante gli appelli allarmati e gli inviti a procedere alle nuove nomine del Presidente uscente, Guido Bortoni, di prorogatio in prorogatio rischia di restare paralizzata almeno fino al prossimo settembre.Del resto, la possibile nuova guida del GSE è un volto noto del settore. Luca Dal Fabbro infatti arriverebbe sulla poltrona di Viale Pilsudsky direttamente dal Consiglio di Amministrazione di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica italiana, e del quale è componente dal 2014.

Ma il board di Terna è solo l’ultimo dei prestigiosi incarichi ricoperti da Dal Fabbro, il cui CV annovera esperienze pregresse altrettanto importanti nel settore dell’energia. Tra le diverse, quelle di Amministratore Delegato di E.ON ItaliaE.ON Energia e di ENEL Energia. Insomma un curriculum di tutto rispetto, con comprovate esperienze nel settore. È però oltralpe che maturano i possibili conflitti di interesse di Dal Fabbro, dato che risulta tuttora essere anche Amministratore Delegato della svizzera GRT Group, società attiva, tra gli altri ambiti, nello sviluppo di tecnologie innovative per l’accumulo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

L’accumulo di energia elettrica da fonti rinnovabili è una delle leve essenziali per favorire lo sviluppo di una economia decarbonizzata. Tema assai caro al Movimento 5 Stelle. E’ altresì vero che la ricerca e lo sviluppo in materia di accumuli potrà essere tanto più stimolata e florida quanto maggiori saranno gli spazi conquistati dalla generazione rinnovabile. Un’eventualità, questa, che in Italia dipende largamente dagli incentivi elargiti dal GSE. La stessa GRT Group è membro di diverse associazioni, tra le quali la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, la cui mission è quella di favorire con incontri, ricerche e pubblicazioni lo sviluppo della green economy in Italia. La Fondazione annovera tra i suoi soci numerose imprese e altrettante associazioni, anche grandi, attive nei settori della generazione rinnovabile e dell’efficienza energetica.

Come porsi, quindi, al riparo dal sospetto che eventuali decisioni di Dal Fabbro una volta a capo del GSE non siano influenzate dal suo ruolo in GRT Group e degli interessi che la società nutre in Italia, come mostra l’adesione della stessa alla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile? Almeno, il fallimento nel 2016 di Domotecnica, di cui Dal Fabbro è stato fondatore e Amministratore Delegato, lo pone al riparo da eventuali altri interrogativi e imbarazzi. È ai tempi di Domotecnica, prima rete nazionale in franchising per le aziende di installazione termoidraulica attive nel campo dell’efficienza energetica, che Dal Fabbro diventa, nel 2012, anche Presidente di Aiget (Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader) sostenendo l’urgenza di ridefinire profondamente la politica degli incentivi alle rinnovabili, troppo onerosa per le bollette di famiglie e imprese, reindirizzandola maggiormente su interventi volti a favorire efficienza e risparmio energetico.  Chissà se Dal Fabbro, una volta alla guida del GSE, la penserà ancora così?