Maturità: le materie della seconda prova 

Sono state annunciate oggi le materie della seconda prova scritta dell'esame di maturitàè 2019 che inizierà il prossimo 20 giugno.

La grande novità è che da quest'anno la seconda prova non riguarderà solo una materia caratterizzante l'indirizzo di studi, ma due.

In particolare, ci saranno latino e greco per il liceo classico, matematica e fisica allo scientifico, scienze umane e diritto ed economia politica per il liceo delle scienze umane - opzione economico sociale, discipline turistiche e aziendali e inglese per l'istituto tecnico per il turismo, informatica e sistemi e reti per l'istituto tecnico indirizzo informatica, scienze degli alimenti e laboratorio di servizi enogastronomici per l'istituto professionale per i servizi di enogastronomia. L'elenco completo delle discipline oggetto della prova è disponibile da oggi sul sito del ministero.

I ragazzi per affrontare la nuova prova potranno esercitarsi con delle simulazioni che si svolgeranno a livello nazionale il 19 febbraio e il 26 marzo per la prima prova scritta e il 28 febbraio e il 2 aprile per la seconda.

E' la prima volta che il Miur organizza simulazioni di questo tipo. La volontà è quella di sostenere il più possibile ragazzi e docenti nella preparazione del nuovo esame di Stato. Con un'apposita circolare saranno fornite alle scuole tutte le indicazioni operative. Intanto il ministero ha già pubblicato, nel mese di dicembre, alcuni esempi di traccia, sia per la prima che per le seconde prove.

Per illustrare a studenti e docenti le nuove regole sono stati effettuati anche specifici incontri sul territorio. Lo stesso ministro dell'Istruzione Bussetti si è confrontato con oltre 300 studenti a Milano. Nuovi momenti di incontro saranno org...

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Enrico Mentana: ecco cosa ho imparato in un mese di Open

Enrico Mentana, 64 anni compiuti oggi e non sentirli. Il direttore del Tg di La7 non ha bisogno di presentazioni, ma da qualche tempo ha voluto vedere il mondo anche da un'altra angolazione: quella dell'editore. Il 18 gennaio la sua creatura Open, affidata alle cure di un giornalista esperto, Massimo Corcione, e a una squadra di venti giovani giornalisti, compie un mese.

Enrico, cosa hai imparato nel tuo primo mese da editore?

Ho imparato ad avere pazienza con i giovani che non sono come noi e non sono ancora formati professionalmente. Ma io avevo in mente un giornale online che li facesse lavorare, che desse loro una opportunità, come il primo giorno di scuola. Se gli spieghi le cose come le vorresti tu, rischi di farli diventare come i bambini che nelle manifestazioni canore imitano i grandi. Io credo che invece debbano trovare la strada loro, senza pretendere che facciano le cose come le avremmo fatte noi.

Come è cambiata la copertura della politica nell'era dei social media? Siete alla rincorsa dell'ultimo tweet?

Open non ha bisogno di questo. Uno dei motivi per i quali l'informazione in Italia non ha acquirenti tra i giovani è proprio questo: se vuoi sapere cosa dicono Salvini o Di Maio basta seguirli sui social media, piattaforme naturali per le nuove generazioni. E questa è un'altra lezione che abbiamo imparato: è inutile e dannoso fare il pastone politico, uno degli ingredienti, del veleno che ha ucciso l'informazione agli occhi delle nuove generazioni.

Giornalismo di desk o da marciapiede?

Con il tempo faremo un giornalismo il più possibile misto. Ma andare in strada è come una maratona olimpica, non come la mia – ride. Per fare giornalismo di strada ti devi pre...

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La donna che sognò la Rivoluzione 

Alla fine di un massacro degno di un crepuscolo degli dei, il corpo di Rosa Luxemburg fu buttato, come quello di un cane, in uno dei canali della Sprea che incrociano la Unter den Linden all'ombra del Municipio. La Rivoluzione aveva perso la sua Marianna, o la sua ondina.

Soprattutto aveva perso la sua grande occasione, e con essa lo stesso Marx perdeva l'aura di filosofo visionario e profetico che ne aveva fatto, fino ad allora, il messia degli oppressi. Ma un messia deve essere profeta, appunto, e la grande profezia di Marx fallì proprio nel momento in cui il corpo della povera Rosa finiva tra le acque ghiacciate della Sprea.

La previsione sbagliata

Aveva predetto fin dal primo giorno, Marx, che la rivoluzione proletaria avrebbe avuto luogo in uno dei paesi in cui il capitalismo era giunto a maturazione. Che, all'epoca, erano solo due o al massimo tre in tutta Europa: il Regno Unito o la Germania, e solo poi la Francia. Ma in Francia si preferiva, a quello scientifico. un socialismo romantico sul modello della Comune. Il Regno Unito aveva imbrigliato la classe lavoratrice nelle pastoie truffaldine dei fabiani e delle rappresentanze sindacali. Quanto alla Germania, la malattia del riformismo stava avendo da tempo la meglio sulla purezza intransigente del socialismo rivoluzionario massimalista. E contro questa degenerazione Rosa Luxemburg lottò anima e corpo fino al suo ultimo giorno che fu il 15 gennaio 1919, cento anni fa esatti.

Spartaco alla guerra

A Berlino quella donna di grandi studi e brillante intelligenza era giunta vent'anni prima, esule dalla sua natia Polonia all'epoca ancora spartita tra russi tedeschi ed austriaci. È facile immaginare che gli uomini dello zar, spedendola oltreconfine, volessero fare un'opera e du...

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L’epitaffio di Susanna Tamaro per la sua cagnetta

Pimpi, il cane di Susanna Tamaro, è stata uccisa con una polpetta avvelenata. La scrittrice, che l'aveva adottata sei mesi fa dal canile di Orvieto, dove ora vive, l'ha ricordata con uno struggente post su Facebook, un ultimo saluto carico di amore per un essere in compagnia del quale avrebbe voluto vivere per anni.

L'epitaffio per Pimpi

"Ti ho cercata a lungo e, alla fine, ti ho trovata dietro le sbarre di un canile - scrive Susanna Tamaro - per un mese, come la Volpe con il Piccolo Principe, sono venuta a trovarti con regolarità perché volevo essere certa che la gioia che provavo io nel vederti la provassi anche tu. E alla fine, quando ti ho portato a casa, è stato subito un grandissimo amore. Eri intrepida, ma mai fanatica, allegra e ubbidiente, amavi i cani, i gatti, i bambini. Amavi il mondo intero e i tuoi occhi osservavano il mondo con inesausta curiosità".

"Avresti dovuto essere il cane della mia vecchiaia, piano piano, con gli anni, avremmo rallentato il passo insieme - scrive ancora - e poi, un giorno ci saremmo seduti sulla panca davanti casa e avremmo visto il sole tramontare, consapevoli che, oltre il tramonto del giorno, quello sarebbe stato anche il tramonto della nostra vita. Nei lunghi anni di compagnia, con la tua gioiosa felicità saresti stata l'antidoto naturale all'inevitabile malinconia del passare degli anni. Ma purtroppo non è stato così. Pimpi è morta ieri, uccisa da un boccone avvelenato. Era con me da appena sei mesi".

"Addio, piccolo raggio di luce, meraviglioso arcobaleno che hai allietato un tempo purtroppo così breve", conclude. 

Come viene punito chi avvelena gli animali

Riccardo Manca, vicepresidente di 'Animalisti Italiani onlus', fa un appello al governo dopo "questo en...

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Artemisia Gentileschi, né prostituta né icona femminista. Metteva nell...

Bellissima, fece condannare l’uomo che l’aveva stuprata. Ma quadri come Giuditta e Oloferne non sono una vendetta verso il genere maschile bensì il trionfo del potere di seduzione femminile

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Fonte: La Stampa

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La lezione di pace che Amos Oz ci ha lasciato

La morte di Amos Oz, lo scrittore israeliano scomparso a 79 anni, lascia un vuoto importante non solo nella letteratura, ma anche nell'impegno pacifista degli artisti che come lui, David Grossman, Abraham Yehoshua e Etgar Keret, hanno apertamente criticato il loro Paese, Israele, pur rimanendo fedeli alle proprie radici. L'impegno politico di questi autori è sempre stato aperto e chiaro: un impegno contro la violenza e per una soluzione pacifica e negoziata del conflitto infinito tra israeliani e palestinesi. 

Tutti hanno vissuto da vicino questa battaglia (Grossman ha perso suo figlio Uri, 20, durante la guerra del Libano), sono stati criticati e minacciati per aver mantenuto, da posizioni di sinistra, un confronto aperto con le autorità israeliane, e lo hanno fatto senza mai lasciare il territorio di un Paese che difendono al di là delle loro politiche. Oz era da sempre molto critico con l'occupazione israeliana dei Territori palestinesi, durante la Guerra dei sei Giorni, nel 1967. E ultimamente era stato molto critico anche con la politica del premier Benjamin Netanyahu e il "crescente estremismo della sua azione di governo.

"Amo Israele anche quando ho voglia di seppellirlo"

Era stato il co-fondatore del movimento "Peace Now", creato nel 1978 da un gruppo di 348 tra soldati e riservisti israeliani che scrissero una lettera aperta al primo ministro Menahem Begin chiedendo di firmare la pace con l'Egitto, raggiunta poi nel 1979. Uno dei momenti chiave di questo attivismo fu quando nell'agosto 2006 "Peace Now" esortò il governo israeliano, allora guidato da Ehud Olmert, ad accet...

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